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Amore e morte a Favale. La storia di Isabella Morra PDF Stampa E-mail

Sembra uscita dalla penna di Shakespeare la storia di Isabella Morra e di Diego Sandoval De Castro. Una storia di amore, politica e morte.

Isabella Morra

La storia si svolge nella Basilicata del 1500, i Capuleti e i Montecchi erano la Spagna di  Carlo V e la Francia di Francesco I che si contendevano l’egemonia del mondo e gli echi di questa lotta raggiungevano anche gli angoli più nascosti della terra, anche un piccolo feudo di nome Favale.

Isabella era la figlia del signore di Favale (oggi Valsinni) il conte Giovan Michele di Morra, schieratosi con i vinti, ovvero i francesi, e per questo costretto a ripararsi a Parigi. La madre, Luisa Brancaccio e  i suoi figli rimasero a Favale e la giovane Isabella viveva praticamente segregata nel maniero.

Isabella era a quel tempo una ragazza poco più che adolescente, molto sensibile, a cui mancava l’affetto del padre, troppo raffinata e gentile per un piccolo villaggio dove non esistevano ragazzi della sua età con cui potersi rapportare, solo contadini analfabeti e rozzi.

Gli anni passavano e lei, ormai donna, non vedeva nessun futuro in quella terra sperduta, solo la poesia riusciva a farle dimenticare una realtà così misera. Fu in questo scenario di tristezza e di vuoto assoluto che comparve la figura di Diego Sandoval DeCastro, signore di Bollita (la Nova Siri attuale), marito di Antonia Caracciolo, amica della famiglia Morra. Era un uomo maturo, colto, affascinante. Anche lui come Isabella scriveva poesie. Per la giovane contessa un raggio di luce nel buio. Con lui cominciò una corrispondenza letteraria e mai sapremo se si trasformò in una vera e propria relazione o se si trattò soltanto di una semplice amicizia di penna, forse soltanto uno scambio di pareri sulle poesie che lei scriveva, ma la gente del paese cominciò a parlare, il dubbio si insinuò nei familiari. Non potevano sopportare che Isabella fosse “l’amante” di un uomo sposato, e soprattutto di un nemico, di uno spagnolo.

La vendetta dei fratelli fu terribile. Uccisero prima la sorella e il suo tutore, colpevole di sapere della tresca e di fare da tramite tra i due presunti “amanti”. Infine, circa un anno dopo fu ucciso anche Diego Sandoval de Castro in un agguato nel bosco di Noia (oggi Noepoli).

Fu così che si infransero tutti i sogni di Isabella, colpevole di essere troppo gentile e sensibile per quel luogo e per quel tempo. Aveva solo 26 anni.

Tanto si è scritto su questa storia, da romanzi a saggi a opere teatrali e cinematografiche a tesi di laurea, ma quello che accadde davvero a Favale non lo sapremo mai, la tristezza e i sogni della giovane Isabella rimangono però racchiusi per sempre nelle sue poesie, alcune delle quali sono state riportate nella galleria fotografica, assieme ad alcune vedute del Castello di Valsinni, residenza dei Morra, in cui avvenne il delitto e del momunento a lei dedicato.

 

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